Da Raggi iniziativa incomprensibile, ennesima improvvisazione?


Da Raggi iniziativa incomprensibile, ennesima improvvisazione?

Date: 29 Gen, 2020  Nessun commento

Roma, 29 gennaio 2020 – È stata diffusa ieri una nota stampa del Campidoglio in cui si ventila la possibilità che il Comune partecipi all’asta per la dismissione dell’immobile Atac di via Lucio Sestio 10, sede della casa delle donne Lucha y Siesta, chiedendo a tal fine l’attivazione di tutti gli uffici competenti.

Il comitato popolare Lucha alla città, che da mesi sta raccogliendo fondi per salvaguardare l’esperienza della Casa delle donne, ha chiesto più volte di parlare con il comune senza ricevere alcuna manifestazione d’interesse al dialogo da parte dell’amministrazione comunale. Quest’ultima sembra invece interessata a far uscire quanto prima dall’immobile le donne che lì stanno costruendo la propria autonomia, chiudere le attività della Casa e procedere all’asta.

Alla luce della nota stampa del Comune di Roma restano aperti gli interrogativi sul perché la Giunta si muova solo ora, sul perché intenda partecipare ad un’asta pubblica con fondi pubblici per sanare il bilancio di una società partecipata al 100% dal Comune di Roma, quando l’immobile avrebbe potuto essere acquisito prima in forza di un evidente interesse pubblico; ci domandiamo inoltre come si pensa di tenere in vita l’esperienza della casa delle donne Lucha y Siesta con tutto il suo valore sociale dentro e fuori il territorio.

In aggiunta al riconoscimento di fatto da parte dei servizi sociali comunali e della Regione Lazio, tantissime realtà hanno da molto tempo dato il loro contributo alla difesa di questa esperienza e non sono disposte a fare un passo indietro.

Abbiamo ascoltato per anni parole inneggianti alla partecipazione a 5 stelle per ritrovarci senza alcuna interlocuzione e a leggere dai giornali la volontà dell’amministrazione Raggi di acquistare l’immobile, dove vive un’esperienza unica, di impegno serio e costante da 12 anni.
Cosi hanno trasformato Roma nella città della prepotenza delle istituzioni contro ogni processo di autodeterminazione e dal basso.

Riteniamo inaccettabile questa confusione e altalena di intenti e dichiarazioni senza chiarezza alcuna, siamo stanche del vuoto politico che continua ad agire violenza sulle donne che a Lucha vivono, lavorano e costruiscono faticosamente nuovi percorsi di vita.

Noi come donne e femministe non intendiamo subire alcuna dinamica di potere, non siamo oggetto di nessuna campagna elettorale e continueremo a portare avanti il progetto della casa delle donne Lucha y Siesta.

Diamo Lucha alla città!