Lucha y Siesta: Raggi gioca sporco


Lucha y Siesta: Raggi gioca sporco

Date: 26 Feb, 2020  Nessun commento

Roma, 25 febbraio 2020 – Arroganza e mistificazione della realtà, questo le donne di Lucha y Siesta e le operatrici stanno subendo ormai da mesi per mano dell’amministrazione capitolina. Non è vero che è stata trovata una soluzione per tutte. Delle 14 donne che abitavano a Lucha y Siesta, solo 9 hanno ottenuto appartamenti in cohousing. Appartamenti che in alcuni casi sono stati consegnati privi di mobilio essenziale o senza acqua calda, in un clima di violenza che ha reso un passaggio solitamente positivo e felice un momento drammatico.

Al momento ci sono 5 donne e 3 bambini che ancora abitano nella Casa.

Non è inoltre assolutamente vero che c’è un dialogo aperto per proseguire l’esperienza di Lucha y Siesta.

Che l’amministrazione capitolina utilizzi le donne per giocare una partita sporca è inaccettabile. Ci rifiutiamo di usare il linguaggio di Raggi e Mammì, espressione di un atteggiamento maltrattante che mira a silenziare la voce delle donne.

Lucha y Siesta non è un immobile, è uno spazio femminista liberato 12 anni fa dal degrado e dall’incuria e trasformato in un punto di riferimento sociale e politico. È evidente che la Sindaca Raggi non conosce Roma e non ha capito il peso di una realtà come la nostra nel territorio della città e quale prezioso contributo abbia avuto nella lotta alla violenza di genere e all’autodeterminazione delle donne. Lo dimostrano anche le migliaia di persone, attiviste, artiste, politiche, anche a livello internazionale, che si sono mobilitate in questi mesi.

Gli spazi come Lucha y Siesta sono frutto di percorsi di liberazione e autonomia, sentiamo la responsabilità di resistere non solo per noi, ma per tutte le donne della città, per tutte le donne del Paese, per tutte le donne del mondo.